Il centro studi

Il Centro Nazionale Studi Manzoniani ha come scopo salvaguardare e diffondere la memoria e le opere di Alessandro Manzoni.

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La biblioteca

La Casa di Manzoni in via Morone 1, sede del Centro Nazionale di Studi Manzoniani, conserva una biblioteca di circa 38...

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Informazioni pratiche

Casa Manzoni si trova nel centro storico di Milano. È facilmente raggiungibile tramite tram (linea 1, fermata in via...

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«augurio di più sereno dì»

Il coronavirus, appariscente e subdolo monile, ha imposto la chiusura al pubblico, si spera solo per il tempo clinicamente necessario, tra le molte istituzioni culturali, anche della Casa di Alessandro Manzoni.

Il non poter riflettere con i visitatori, gli studenti, i curiosi, per una rilettura della silenziosa, profonda, problematica lezione dello «Scrittore degli scrittori», ha trovato un inatteso e preoccupato compenso nel diffuso richiamo mediatico alla peste federiciana dei Promessi sposi. La presente epidemia ha richiamato alle memorie ancora scolastiche la ben più funesta tragedia vissuta dai cittadini milanesi e lombardi nel 1630. Quando alla peste bubbonica si accompagnarono la fame e la guerra.

Questo trio biblico, o di risorgenti parche, fa ripensare al giudizio critico di Giovanni Nencioni, che dice la peste protagonista dello sbadigliato e riamato romanzo. E nel nostro inconscio traduciamo in attualità questa riflessione, e sentiamo in azione il virus inestinto del male del mondo, aggiornato per incidere sulla crisi e magari – lo vorrebbe - sull’agonia della civiltà umanistica occidentale. Manzoni ha per di più invitato a considerare come in momenti di timori epidemici il potere politico e giudiziario possano essere indotti in errori di presunzione, non respingere la tentazione di condannare anche brutalmente degli innocenti. Su Milano grava, rimossa ma colpevolmente irriparata, l’ombra della colonna infame: non gravino altre colonne.

Manzoni si è posto una più angosciosa domanda, quella delle figlie di Gian Giacomo Mora, della disperazione, e ha temuto di dover negare, contro il fiducioso slogan del caritatevole Renzo, la provvidenza: un interrogativo, il suo, che declina alla certezza, ma richiama con forza estrema al dovere civile, allora e più oggi.

E come Renzo – chi si colloca anagraficamente tra i vili e meccanici o tra i poveri untorelli a ripetizione democratica – si attende una ‘pioggia’ che cancelli la pestilenza:

se Renzo avesse potuto indovinare … che quell'acqua portava via il contagio; che, dopo quella … tra una settimana, si vedrebbero riaperti usci e botteghe, non si parlerebbe quasi più che di quarantina…

Questa Terra ne sente il bisogno, di una pioggia non solo figurale.

Pubblicazioni

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